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Guadine Pradaccio
La Riserva Naturale Orientata “Guadine Pradaccio” è stata istituita nel 1970 e insiste nel territorio della foresta demaniale “Val Parma”, nel Comune di Corniglio. Il territorio si sviluppa da una quota minima di 1.200 metri sul livello del mare ad una massima di 1.796 (monte Brusà), con esposizione prevalente a Nord – Est. Il “Pradaccio” lago artificiale costruito nel 1959 ospita trote delle specie Salmo fario e Salmo iridaeus e la zona, ricca di sorgive, da origine al Torrente “Parma di Francia” o delle “Guadine”. Il clima particolare e le ripetute precipitazioni fanno sì che la vegetazione sia varia e multiforme. Fra le faggete, notevole è la presenza di svariate qualità di funghi, fra i mangerecci troviamo Boletus edulis, Amanita cesarea, Lepiota procera (mazza di tamburo), Armillaria mellea (chiodino), Russola aurata, virescens e vesca, Clitopilus prunulus (prugnolo). Non mancano tutte le Amanite velenose, insieme al Boletus satanas, anch’esso velenoso. Fra le erbacee sono diffuse le graminacee come l’Avena pubescente, l’Erba lucciola maggiore, il Ranuncolo dei boschi e il Ranuncolo comune, orchidee quali l’Orchidea macchiata e l’Orchis maculata dai fiori color lilla rosa, il Nido d’uccello e la Scarpetta della Madonna. Lamponi, fragole, mirtilli fanno da segnavia lungo i sentieri della Riserva. Anche la fauna si caratterizza per la sua varietà e così, insieme alla Pernice rossa troviamo lo Spioncello, il Merlo acquaiolo, il Ciuffolotto, la Cinciallegre ed il Picchio Rosso e Verde. Questi ultimi che, scegliendo per nidificare e per la ricerca di larve di cui nutrirsi, il tronco di alberi non sempre in buone condizioni, segnalano all’uomo le piante che è opportuno controllare ed eventualmente abbattere. Fra i predatori diurni riconosciamo il volo del gheppio. Scoiattoli, ghiri, martore, faine, puzzole, donnole, volpi e tassi costituiscono la grande famiglia dei mammiferi, insieme ai caprioli, alle lepri alpine ad alle marmotte discendenti di quelle liberate nel 1970 nei pressi del Lago Predaccio e provenienti dalle Dolomiti. Si entra in riserva accompagnati dal Corpo Forestale dello Stato. Presso il comando di Lagdei si possono contattare le Guardie (interpreti naturalistici), specializzate negli accompagnamenti
 
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